

Da quel momento la ragazza iniziò a rivolgersi spesso alla quercia, raccontandole i propri problemi e tornandosene a casa con l'animo sollevato, sicura dell'aiuto da parte della quercia. Ed infatti succedeva proprio così, i problemi si risolvevano da sè e la sfortuna si teneva alla larga dalla ragazza.
In seguito anche allo stesso Vadim toccò rivolgersi per aiuto all'albero magico. "Ho chiesto alla quercia di fare in modo che la mia amata ragazza tornasse da me, sebbene io stesso non e' che ci credessi poi molto - ha confessato Vadim.- Allontanandomi dalla quercia provavo un'inusuale leggerezza d'animo e felicita'. Dopo una settimana la ragazza che tanto amavo mi ha telefonato. Ero tremendamente felice e sin d'allora sono più che convinto che sia tutto merito della quercia magica".
Dopo aver fatto alcune visite al "vecchio saggio", Vadim decise di raccontarne le imprese agli amici i quali, a loro volta, inizarono anch'essi a rivolgersi all'albero. C'era chi chiedeva la salute dei cari, chi un buon lavoro, ma più di tutto le persone si rivolgevano all'albero quando erano assillate da problemi di carattere personale. Anche d'inverno, a temperature bassissime, erano visibili tracce fresche sul sentiero che conduceva alla quercia.
Secondo i racconti dell'etnologo regionale Ivan Kovalenko, la venerazione degli alberi e' sempre esistita in tutte le culture e popoli del mondo. La divinazione di alberate sacre e singoli determinati alberi era largamente diffusa tra le tribù indigene della Crimea. Per i tartari della Crimea era sacra la "Quercia parlante", foglie e corteccia della quale venivano utilizzate in qualita' di medicine contro molte malattie. Tra gli abitanti della regione di Gursuf veniva venerata la vecchia quercia-guaritrice situata sulla montagna Ajudag (Montagna dell'orso). A questo albero sono stati dedicati dei versi da parte del poeta della Crimea, Nikanorkin: "Chi tocca la quercia e ne prende in mano una foglia riceverà forza e salute ".
Nella religione ufficiale tanto meno le innumerevoli tempeste che si sono abbattute sulla Crimea, non sono state in grado di distruggere la venerazione da parte della gente del posto nei confronti delle querce sacre, - racconta Kovalenko. - Il culto della divinazione delle quercie nella collina chiamata Iosofatova e' presente tuttora, sebbene ne sia al corrente solo una piccola minoranza di persone. Ed il relativo rituale e' accessibile solo ad una cerchia ristretta di devoti che non ama affatto l' eccessiva curiosità nei confronti delle loro divinità da parte di persone estranee ".
Credere e venerare e' un qualcosa di strettamente personale. Ma, siate d'accordo, nel pensare che, quando esiste qualcosa in cui credere, diventa più semplice vivere ed inoltre si prova il desiderio di farsi strada nella vita, raggiungendo sempre nuovi traguardi.
Fonte La Pravda
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